Ripassi
Neonatologia

Broncodisplasia polmonare (BPD), PH associata e tracheostomia

Definizioni e fenotipi della displasia broncopolmonare, prevenzione, ventilazione nelle forme stabilite, terapia farmacologica, ipertensione polmonare associata e indicazioni alla tracheostomia.

In sintesi

La displasia broncopolmonare (BPD) è la principale complicanza respiratoria della prematurità ed esprime un arresto dello sviluppo alveolare e vascolare. Nelle forme stabilite l'obiettivo non è lo svezzamento rapido dal supporto, ma garantire stabilità, crescita e sviluppo, evitando gli episodi di ipossia che favoriscono l'ipertensione polmonare.

Nel neonato con displasia moderata-grave ricercare sempre l'ipertensione polmonare con ecocardiografia a 36 settimane di età postmestruale (o prima se il fabbisogno di ossigeno è sproporzionato): peggiora nettamente la prognosi e cambia la gestione.

Definizione

DefinizioneCriteri
NIH 2001Ossigeno per almeno 28 giorni; gravità valutata a 36 settimane postmestruali: lieve in aria, moderata FiO2 < 0,30, grave FiO2 ≥ 0,30 o pressione positiva
Jensen 2019 (basata sul supporto a 36 settimane)Grado 1: cannule nasali ≤ 2 L/min; grado 2: cannule > 2 L/min o CPAP/NIPPV; grado 3: ventilazione invasiva

Fenotipi

  • Parenchimale: semplificazione alveolare, polmone disomogeneo con aree iperespanse e atelettasiche.
  • Delle vie aeree: tracheobroncomalacia, stenosi sottoglottica, iperreattività bronchiale.
  • Vascolare: ipertensione polmonare.

I fenotipi spesso coesistono; individuare quello prevalente orienta la terapia.

Prevenzione nei pretermine sotto 30 settimane

  1. Evitare l'iperossia fin dalla sala parto, SpO2 obiettivo 90-94%.
  2. CPAP e ventilazione non invasiva come prima scelta; surfattante con tecnica meno invasiva quando indicato.
  3. Se ventilazione invasiva necessaria: volume target, polmone aperto, estubazione precoce, ipercapnia moderata tollerata.
  4. Caffeina precoce (carico 20 mg/kg, mantenimento 5-10 mg/kg/die).
  5. Nutrizione ottimizzata con latte materno, fortificazione, apporto proteico adeguato.
  6. Prevenzione delle infezioni e uso prudente degli antibiotici.
  7. Vitamina A IM nei centri che la utilizzano, nei neonati sotto 1000 g.
  8. Corticosteroidi postnatali (desametasone a basse dosi secondo lo schema DART dopo la prima settimana) solo nei neonati dipendenti dal ventilatore ad alto rischio, dopo discussione con i genitori.

Ventilazione nella displasia stabilita

ParametroFase evolutiva (prima di 36 settimane)Displasia grave stabilita
Volume corrente5-8 mL/kg8-12 mL/kg
Tempo inspiratorio0,4-0,5 s0,5-0,8 s
Frequenza20-40/min10-25/min, con tempo espiratorio lungo
PEEP6-8 cmH2O8-12 cmH2O (malacia delle vie aeree)
SpO2 obiettivo90-95%92-95% (> 95% se ipertensione polmonare)
PaCO245-65 mmHg con pH > 7,2550-70 mmHg con pH compensato
  • Lo svezzamento è graduale: ridurre la CPAP di 1 cmH2O ogni 48 ore se il bambino è stabile, poi passare agli alti flussi o alle cannule nasali.
  • Segni di fallimento: aumento del lavoro respiratorio, FiO2 > 0,30-0,40, acidosi respiratoria, crisi ipossiche, mancata crescita.

Terapia farmacologica

FarmacoUsoDose indicativa
Diuretici (furosemide, clorotiazide con spironolattone)Edema polmonare, peggioramento acutoFurosemide 1 mg/kg EV o 1-2 mg/kg OS a giorni alterni; clorotiazide 20-40 mg/kg/die in 2 dosi
BroncodilatatoriSolo se broncospasmo documentatoSalbutamolo con distanziatore
Corticosteroidi inalatoriFenotipo ostruttivo, sibili ricorrentiBudesonide o fluticasone a basso dosaggio
Corticosteroidi sistemiciDipendenza dal ventilatoreSchema DART: desametasone 0,15 mg/kg/die per 3 giorni, poi riduzione in 10 giorni
CaffeinaApnee, svezzamento5-10 mg/kg/die

Monitorare elettroliti, calcio e funzione renale con i diuretici (rischio di ipokaliemia, alcalosi, nefrocalcinosi, ototossicità).

Ipertensione polmonare associata

  • Screening ecocardiografico a 36 settimane nei neonati con displasia moderata-grave, e in qualsiasi momento in presenza di fabbisogno di ossigeno sproporzionato, crisi di desaturazione o scarsa crescita.
  • Gestione: evitare ipossia e acidosi (SpO2 92-95%), correggere reflusso e aspirazione, ottimizzare la ventilazione, cateterismo cardiaco nei casi selezionati.
  • Farmaci su indicazione del cardiologo: sildenafil 0,5-2 mg/kg ogni 8 ore OS, eventualmente bosentan; ossido nitrico inalatorio nelle crisi acute.

Tracheostomia

Da discutere con i genitori e il team multidisciplinare quando:

  • persiste la dipendenza dalla ventilazione invasiva oltre 44-50 settimane postmestruali nonostante terapia ottimizzata;
  • fallimenti ripetuti di estubazione, soprattutto con malacia delle vie aeree o stenosi sottoglottica;
  • necessità di sedazione elevata per la tolleranza al tubo endotracheale.

La tracheostomia favorisce lo sviluppo neuromotorio, riduce la sedazione e permette la dimissione con ventilazione domiciliare.

Dimissione e follow-up

  • Ossigenoterapia domiciliare con obiettivo SpO2 ≥ 93-95%, saturimetria notturna periodica.
  • Profilassi contro il VRS (nirsevimab o palivizumab secondo le indicazioni vigenti), vaccinazione antinfluenzale dei familiari, divieto di fumo.
  • Follow-up pneumologico, cardiologico (se ipertensione polmonare), nutrizionale e neuroevolutivo.

Bibliografia

  • Jensen EA, et al. The diagnosis of bronchopulmonary dysplasia in very preterm infants: an evidence-based approach. Am J Respir Crit Care Med. 2019;200:751-759.
  • Sweet DG, et al. European Consensus Guidelines on the Management of Respiratory Distress Syndrome: 2022 Update. Neonatology. 2023;120:3-23.
  • Abman SH, et al. Interdisciplinary care of children with severe bronchopulmonary dysplasia. J Pediatr. 2017;181:12-28.
  • Hansmann G, et al. 2019 updated consensus statement on the diagnosis and treatment of paediatric pulmonary hypertension. J Heart Lung Transplant. 2019;38:879-901.
I protocolli clinici sono destinati esclusivamente a personale medico qualificato.