Ripassi
Neonatologia

Ernia diaframmatica congenita (CDH): stabilizzazione, ventilazione “gentle”, PH e timing chirurgico

Prognosi prenatale, gestione in sala parto, ventilazione protettiva, ipertensione polmonare, supporto emodinamico e timing della chirurgia nell'ernia diaframmatica congenita.

In sintesi

L'ernia diaframmatica congenita (1 caso ogni 3000-5000 nati) comporta ipoplasia polmonare e ipertensione polmonare, che determinano la prognosi. La gestione mira a proteggere un polmone ipoplasico con ventilazione delicata e a controllare l'ipertensione polmonare, rinviando la chirurgia fino alla stabilizzazione. Il parto deve avvenire in un centro di terzo livello con chirurgia pediatrica ed ECMO disponibili.

In sala parto non ventilare con pallone e maschera: intubare subito e posizionare un sondino gastrico in aspirazione per evitare la distensione dei visceri erniati.

Prognosi prenatale

  • Lato: sinistro 80-85%, destro 10-15% (prognosi peggiore), bilaterale 1-2%.
  • Rapporto polmone/testa osservato/atteso (O/E LHR): < 25% forma grave, 25-35% moderata, > 45% lieve.
  • Posizione del fegato: fegato intratoracico peggiora la prognosi.
  • Anomalie associate (cardiache, cromosomiche, sindromiche) nel 40% dei casi.
  • Occlusione tracheale fetale endoscopica (FETO) in centri selezionati per le forme gravi sinistre.

Sala parto

  1. Team esperto, parto programmato a termine (37-39 settimane) nel centro di riferimento.
  2. Intubazione immediata, senza ventilazione con maschera; premedicazione se il tempo lo consente.
  3. Ventilazione con PIP ≤ 25 cmH2O, PEEP 3-5 cmH2O, frequenza 40-60/min.
  4. Sondino orogastrico di grosso calibro (8-10 Fr) in aspirazione continua.
  5. SpO2 preduttale obiettivo 80-95% nelle prime 2 ore (valori di 70% accettabili inizialmente se in miglioramento), senza aumentare aggressivamente le pressioni.
  6. Accesso venoso e arterioso ombelicale (arteria preduttale radiale destra se possibile).
  7. Sedazione e analgesia (fentanyl o morfina), evitando la curarizzazione di routine.

Ventilazione protettiva

ParametroObiettivo
SpO2 preduttale85-95% (> 70% tollerata se perfusione adeguata e pH > 7,2)
SpO2 postduttale> 70%
PaCO250-70 mmHg (ipercapnia permissiva)
pH> 7,20
PIP≤ 25 cmH2O in convenzionale
PEEP3-5 cmH2O
  • Prima scelta: ventilazione convenzionale; alta frequenza oscillatoria come soccorso se PIP > 25-28 cmH2O, ipercapnia o ipossiemia persistenti (MAP ≤ 17 cmH2O).
  • Surfattante non raccomandato di routine.
  • Radiografia del torace per posizione del tubo, del sondino e dei cateteri; ecocardiografia nelle prime 24 ore.

Ipertensione polmonare ed emodinamica

  • Ecocardiografia: pressione polmonare, shunt duttale e atriale, funzione ventricolare destra e sinistra (la disfunzione del ventricolo sinistro è frequente e prognosticamente sfavorevole).
  • Obiettivo di pressione arteriosa adeguata per età; boli di cristalloidi 10-20 mL/kg (massimo 1-2) se ipovolemia.
  • Inotropi e vasopressori secondo il quadro: dopamina, adrenalina, noradrenalina; vasopressina o idrocortisone nello shock refrattario.
  • Ossido nitrico inalatorio 20 ppm se ipertensione polmonare con buona funzione ventricolare sinistra e ipossiemia significativa (indice di ossigenazione > 20 o differenza pre/postduttale > 10%); sospendere se non efficace.
  • Mantenere il dotto pervio con prostaglandina E1 (0,01-0,05 mcg/kg/min) se il ventricolo destro è sovraccarico o il dotto si chiude con peggioramento.
  • Terapie di seconda linea per l'ipertensione polmonare cronica: sildenafil, milrinone (se disfunzione ventricolare), bosentan.

ECMO

Criteri indicativi (CDH EURO Consortium): impossibilità di mantenere SpO2 preduttale > 85% o postduttale > 70%, aumento di PaCO2 con acidosi respiratoria (pH < 7,15) nonostante ventilazione ottimizzata, PIP > 28 o MAP > 17 cmH2O, indice di ossigenazione ≥ 40, ipotensione refrattaria, lattato ≥ 5 mmol/L con acidosi metabolica persistente.

Timing della chirurgia

Riparazione dopo stabilizzazione fisiologica, tipicamente dopo 24-48 ore e almeno 24 ore di stabilità:

  • pressione arteriosa media normale per età;
  • SpO2 preduttale 85-95% con FiO2 < 0,5;
  • lattato < 3 mmol/L;
  • diuresi > 1 mL/kg/h;
  • pressione polmonare stimata inferiore a quella sistemica.

Dopo la riparazione

  • Svezzamento graduale della ventilazione, nutrizione enterale precoce (reflusso gastroesofageo molto frequente).
  • Follow-up multidisciplinare: pneumologico, cardiologico (ipertensione polmonare), nutrizionale, neuroevolutivo, audiologico, chirurgico (recidiva dell'ernia, deformità toraciche).

Bibliografia

  • Snoek KG, et al. Standardized postnatal management of infants with congenital diaphragmatic hernia in Europe: the CDH EURO Consortium Consensus, 2015 update. Neonatology. 2016;110:66-74.
  • Puligandla PS, et al. Diagnosis and management of congenital diaphragmatic hernia: a 2023 update from the Canadian Congenital Diaphragmatic Hernia Collaborative. Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed. 2024;109:239-252.
  • Deprest JA, et al. Randomized trial of fetal surgery for severe left diaphragmatic hernia (TOTAL). N Engl J Med. 2021;385:107-118.
I protocolli clinici sono destinati esclusivamente a personale medico qualificato.