Ripassi
Pediatria

TPSV

Riconoscimento e trattamento della tachicardia parossistica sopraventricolare: manovre vagali, adenosina, cardioversione e follow-up.

In sintesi

La tachicardia parossistica sopraventricolare (TPSV) è l'aritmia sintomatica più frequente in età pediatrica, con un primo picco nel primo anno di vita. Nel 90% dei casi è sostenuta da un rientro (via accessoria atrioventricolare o rientro nodale) e la maggior parte dei bambini ha un cuore strutturalmente normale.

Se il bambino è instabile (ipotensione, segni di shock, alterazione della coscienza, scompenso acuto) eseguire subito la cardioversione sincronizzata; l'adenosina si può tentare solo se l'accesso venoso è già disponibile e non ritarda la cardioversione.

Riconoscimento

ElementoTPSVTachicardia sinusale
FrequenzaLattante > 220/min, bambino > 180/minLattante < 220/min, bambino < 180/min
Variabilità RRAssente, ritmo fissoPresente, varia con attività e terapia
Onda PAssente o retrogradaNormale, positiva in DII
EsordioBrusco, inizio e fine improvvisiGraduale
ContestoSpesso nessuna causaFebbre, dolore, disidratazione, anemia

Sintomi: nel lattante irritabilità o letargia, rifiuto dell'alimentazione, pallore, sudorazione, tachipnea; entro 24-48 ore circa la metà sviluppa scompenso cardiaco. Nel bambino più grande cardiopalmo, dolore toracico, dispnea, capogiri.

Gestione iniziale

  1. Monitoraggio ECG continuo, SpO2, pressione arteriosa; registrare un ECG a 12 derivazioni durante la tachicardia, se le condizioni lo consentono.
  2. Valutare la stabilità emodinamica.
  3. Accesso venoso in una vena grossa e prossimale (antecubitale), con rubinetto a tre vie per il lavaggio rapido.
  4. Defibrillatore collegato con placche adesive.

Paziente stabile

  1. Manovre vagali:
  • lattante: sacchetto di ghiaccio e acqua gelata sul volto per 15-30 secondi, senza ostruire naso e bocca;
  • bambino che collabora: Valsalva modificata, soffiando in una siringa da 10 mL per 15 secondi in posizione semiseduta, poi supino con arti inferiori sollevati;
  • non comprimere i bulbi oculari.
  1. Adenosina EV in bolo rapidissimo seguito da lavaggio con 5-10 mL di NaCl 0,9%:
  • prima dose 0,1 mg/kg (massimo 6 mg);
  • seconda dose 0,2 mg/kg (massimo 12 mg) dopo 2 minuti se inefficace;
  • terza dose 0,3 mg/kg (massimo 12 mg).
  1. Registrare l'ECG durante la somministrazione: la risposta all'adenosina aiuta la diagnosi (per esempio smaschera un flutter atriale).
  2. Refrattaria all'adenosina: consulenza cardiologica; opzioni in ambiente monitorato: amiodarone 5 mg/kg EV in 20-60 minuti, procainamide, esmololo, oppure cardioversione sincronizzata. Il verapamil è controindicato sotto 1 anno.

L'adenosina provoca una breve asistolia, flushing, dispnea e senso di oppressione: avvisare il bambino e i genitori. Usarla con cautela nell'asma grave; può essere inefficace nei pazienti in terapia con teofillina e va ridotta (0,05 mg/kg) se assunto dipiridamolo o carbamazepina.

Paziente instabile

  1. Cardioversione sincronizzata 1 J/kg; se inefficace, 2 J/kg (massimo 120-150 J nel bambino grande, secondo il defibrillatore).
  2. Sedazione e analgesia se possibile senza ritardare la procedura (per esempio ketamina 1 mg/kg EV o midazolam 0,1 mg/kg).
  3. Prepararsi alla gestione delle vie aeree e trattare lo scompenso.
Farmaco o interventoDose
Adenosina, prima dose0,1 mg/kg EV rapido, massimo 6 mg
Adenosina, dosi successive0,2-0,3 mg/kg, massimo 12 mg
Amiodarone5 mg/kg EV in 20-60 minuti, massimo 300 mg
Cardioversione sincronizzata1 J/kg, poi 2 J/kg

Tachicardia a QRS largo

Un QRS largo (oltre 0,09 s sotto gli 8 anni, oltre 0,12 s nei più grandi) può essere una TPSV con conduzione aberrante o preeccitazione, ma va gestito come tachicardia ventricolare se il dubbio persiste. Nel paziente stabile e con QRS largo regolare e monomorfo si può tentare l'adenosina, dopo consulenza cardiologica.

Dopo la conversione

  • ECG a 12 derivazioni in ritmo sinusale: ricercare la preeccitazione (PR corto, onda delta: sindrome di Wolff-Parkinson-White), il QT lungo e segni di cardiopatia.
  • Ecocardiogramma al primo episodio, soprattutto nel lattante o se compromissione emodinamica.
  • Elettroliti, funzione tiroidea se clinicamente indicato.
  • Osservazione monitorata di alcune ore; ricovero per i lattanti, gli episodi con scompenso o le recidive precoci.

Profilassi e follow-up

  • Lattanti: di solito profilassi per 6-12 mesi (propranololo 1-3 mg/kg/die in 3 dosi, o altri farmaci su indicazione cardiologica); molti episodi non si ripresentano dopo il primo anno.
  • Bambini più grandi con episodi rari e ben tollerati: insegnare le manovre vagali, senza profilassi.
  • Episodi frequenti, mal tollerati o preeccitazione: valutazione elettrofisiologica e ablazione transcatetere, generalmente oltre i 15-20 kg.
  • Evitare digossina e verapamil nella preeccitazione.

Bibliografia

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I protocolli clinici sono destinati esclusivamente a personale medico qualificato.