Ripassi
Pediatria

Interpretazione dell’emogasanalisi (EGA)

Lettura sistematica dell'emogasanalisi: tipo di campione, disturbo primario, compenso, gap anionico, lattato e ossigenazione.

In sintesi

L'emogasanalisi si interpreta con un percorso fisso: tipo di campione, pH, disturbo primario, adeguatezza del compenso, gap anionico e lattato, e solo infine l'ossigenazione (che richiede un campione arterioso). Un compenso che non corrisponde a quello atteso indica un disturbo misto.

Un pH vicino alla norma con PCO2 e bicarbonato molto alterati non è un esame normale: è quasi sempre un disturbo misto da ricercare.

Valori di riferimento

ParametroArteriosoVenoso
pH7,35-7,457,32-7,42
PCO235-45 mmHg40-50 mmHg (circa 5-10 mmHg più alta)
Bicarbonato22-26 mmol/L23-27 mmol/L
Eccesso di basida −2 a +2 mmol/Lsimile
PO280-100 mmHg in arianon utilizzabile per l'ossigenazione
Lattato< 2 mmol/L< 2 mmol/L

Il campione venoso o capillare è adeguato per pH, bicarbonato, lattato ed elettroliti; per valutare l'ossigenazione servono la saturimetria o un campione arterioso. Nel neonato i valori normali di PCO2 e bicarbonato sono leggermente più bassi.

Lettura in sei passaggi

  1. Campione: arterioso, venoso o capillare? Confrontare la saturazione del campione con la SpO2.
  2. pH: < 7,35 acidemia, > 7,45 alcalemia.
  3. Disturbo primario: quale tra PCO2 e bicarbonato spiega la direzione del pH?
  4. Compenso: è quello atteso? Se no, esiste un secondo disturbo.
  5. Acidosi metabolica: calcolare il gap anionico (e il delta gap).
  6. Ossigenazione (solo se arterioso): PaO2, rapporto PaO2/FiO2, gradiente alveolo-arterioso.
DisturbopHAlterazione primariaCompenso atteso
Acidosi metabolicaBassoBicarbonato bassoPCO2 attesa = 1,5 × HCO3 + 8 ± 2 (formula di Winter)
Alcalosi metabolicaAltoBicarbonato altoPCO2 aumenta di circa 0,7 mmHg per ogni mmol/L di bicarbonato oltre 24
Acidosi respiratoria acutaBassoPCO2 altaBicarbonato +1 mmol/L ogni 10 mmHg di PCO2 oltre 40
Acidosi respiratoria cronicaBasso o normalePCO2 altaBicarbonato +3,5 mmol/L ogni 10 mmHg
Alcalosi respiratoria acutaAltoPCO2 bassaBicarbonato −2 mmol/L ogni 10 mmHg sotto 40
Alcalosi respiratoria cronicaAlto o normalePCO2 bassaBicarbonato −4-5 mmol/L ogni 10 mmHg

Se nell'acidosi metabolica la PCO2 misurata è superiore all'attesa, coesiste un'acidosi respiratoria (fatica respiratoria, depressione centrale); se è inferiore, un'alcalosi respiratoria (sepsi, iperammoniemia, intossicazione da salicilati).

Acidosi metabolica

Gap anionico

  • Gap anionico = Na − (Cl + HCO3); normale 8-12 mmol/L (12 ± 2 se si include il potassio nel calcolo con valori di riferimento del laboratorio).
  • Correggere per l'albumina: gap corretto = gap + 2,5 × (4 − albumina in g/dL). Un'ipoalbuminemia può mascherare un gap aumentato.
Gap anionico aumentatoGap anionico normale (ipercloremica)
Lattato (shock, ipossia, sepsi, convulsioni, malattie metaboliche)Diarrea
Chetoni (chetoacidosi diabetica, digiuno prolungato)Acidosi tubulare renale
Insufficienza renaleInfusione abbondante di NaCl 0,9%
Tossici (metanolo, glicole etilenico, salicilati, ferro)Uretero-sigmoidostomia, farmaci (acetazolamide)
Errori congeniti del metabolismo (acidemie organiche)Fase di recupero della chetoacidosi
  • Delta gap (variazione del gap / variazione del bicarbonato): < 1 suggerisce un'acidosi ipercloremica associata; > 2 un'alcalosi metabolica associata.
  • Gap osmolare (osmolarità misurata − calcolata, dove calcolata = 2 × Na + glicemia/18 + urea/6): > 10 mOsm/kg con gap anionico aumentato suggerisce intossicazione da alcoli tossici.

Alcalosi metabolica

  • Con cloro urinario basso (< 20 mmol/L, responsiva al cloro): vomito, stenosi ipertrofica del piloro (alcalosi ipocloremica ipokaliemica), diuretici in fase tardiva, fibrosi cistica.
  • Con cloro urinario alto (> 20 mmol/L): sindromi di Bartter e Gitelman, eccesso di mineralcorticoidi, diuretici in uso.

Lattato

  • Tipo A, da ipoperfusione o ipossia: shock, arresto, anemia grave, intossicazione da monossido di carbonio.
  • Tipo B, senza ipoperfusione: convulsioni, salbutamolo ad alte dosi, metformina, epatopatia, malattie mitocondriali o del metabolismo.
  • Interpretarne l'andamento più del singolo valore: una riduzione di almeno il 10-20% in 2 ore indica una risposta alla terapia.

Ossigenazione

  • Rapporto PaO2/FiO2: > 300 normale; 200-300 compromissione lieve; < 200 moderata-grave.
  • Gradiente alveolo-arterioso = (FiO2 × 713 − PaCO2/0,8) − PaO2; aumentato in caso di alterazione degli scambi (polmonite, edema, shunt), normale nell'ipoventilazione pura.
  • Nel neonato l'indice di ossigenazione (MAP × FiO2 × 100 / PaO2) orienta sulla gravità dell'insufficienza respiratoria.

Errori frequenti

  • Usare la PO2 venosa per giudicare l'ossigenazione.
  • Valutare la PaO2 senza considerare la FiO2.
  • Fermarsi al pH senza verificare il compenso.
  • Non correggere il gap anionico per l'albumina.
  • Ignorare gli errori preanalitici: bolle d'aria (PO2 falsamente alta, PCO2 bassa), ritardo nell'analisi (lattato e PCO2 aumentano, pH si riduce), eccesso di eparina.

Bibliografia

  • Berend K, de Vries APJ, Gans ROB. Physiological approach to assessment of acid-base disturbances. N Engl J Med. 2014;371:1434-1445.
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  • Advanced Paediatric Life Support (APLS). Blood gas interpretation. 7th ed. 2023.
I protocolli clinici sono destinati esclusivamente a personale medico qualificato.