RipassiPediatria
Cefalea in età pediatrica
Inquadramento della cefalea in urgenza, segni d'allarme, indicazioni al neuroimaging, terapia dell'attacco emicranico e criteri di dimissione.
In sintesi
La cefalea è tra le cause più frequenti di accesso in pronto soccorso pediatrico. Nella grande maggioranza dei casi è primaria (emicrania, cefalea tensiva) o secondaria a cause benigne (infezioni virali, sinusite, febbre). Anamnesi, esame neurologico completo con fondo oculare e misura della pressione arteriosa identificano i pochi bambini che richiedono neuroimaging urgente.
Cefalea improvvisa e intensissima, cefalea che sveglia di notte con vomito mattutino, alterazione della coscienza, segni neurologici focali, papilledema, febbre con meningismo o cefalea in un bambino con derivazione ventricolare richiedono valutazione e imaging urgenti.
Classificazione
- Primarie: emicrania con o senza aura (bilaterale e di durata più breve, 2-72 ore, nel bambino), cefalea di tipo tensivo, cefalalgie autonomico-trigeminali (rare).
- Secondarie: infezioni sistemiche e del sistema nervoso centrale, sinusite, trauma, ipertensione arteriosa, ipertensione endocranica (tumori, idrocefalo, ipertensione endocranica idiopatica), emorragia, trombosi venosa, intossicazione da monossido di carbonio, uso eccessivo di analgesici.
Anamnesi
- Esordio, frequenza, durata, andamento nel tempo (episodica, cronica non progressiva, progressiva).
- Sede, qualità, intensità, limitazione delle attività.
- Sintomi associati: nausea, vomito, fotofobia, fonofobia, aura visiva o sensitiva, febbre.
- Fattori scatenanti e allevianti; risveglio notturno; peggioramento con tosse o Valsalva o in posizione supina.
- Farmaci usati e frequenza (uso di analgesici per più di 10-15 giorni al mese).
- Trauma, familiarità per emicrania, contesto psicosociale e scolastico.
Segni d'allarme
| Anamnesi | Esame obiettivo |
|---|---|
| Esordio improvviso, cefalea più intensa mai provata | Alterazione della coscienza o del comportamento |
| Cefalea che sveglia di notte o presente al risveglio con vomito | Segni neurologici focali, atassia, alterazioni dei nervi cranici |
| Peggioramento progressivo per frequenza o intensità | Papilledema, alterazioni del campo visivo |
| Peggioramento con tosse, Valsalva, decubito | Meningismo, febbre con aspetto tossico |
| Età < 3-6 anni | Ipertensione arteriosa |
| Derivazione ventricoloperitoneale, coagulopatia, immunodepressione, neoplasia | Aumento della circonferenza cranica, segni neurocutanei |
| Cambiamento del carattere di una cefalea nota, aura atipica o prolungata | Arresto della crescita, segni endocrini |
Esami
- Esame neurologico completo, fondo oculare, pressione arteriosa (interpretata per età, sesso e altezza).
- Neuroimaging urgente (TC, o RM se disponibile senza ritardo) solo in presenza di segni d'allarme; RM programmata se il sospetto è non urgente.
- Rachicentesi con pressione di apertura se sospetta meningite o ipertensione endocranica idiopatica (dopo l'imaging).
- Esami ematici in base al sospetto; carbossiemoglobina se più familiari con cefalea (monossido di carbonio).
- L'EEG non è indicato per la cefalea.
Terapia dell'attacco
- Ambiente tranquillo e buio, idratazione.
- Ibuprofene 10 mg/kg (massimo 400-600 mg) OS come prima scelta; paracetamolo 15 mg/kg (massimo 1 g) come alternativa.
- Se vomito: ondansetron 0,15 mg/kg (massimo 4 mg) o metoclopramide 0,1-0,15 mg/kg (massimo 10 mg; cautela per le reazioni distoniche).
- Adolescenti ≥ 12 anni con emicrania: triptani (sumatriptan spray nasale 10-20 mg, rizatriptan 5-10 mg, almotriptan 12,5 mg).
- In pronto soccorso, emicrania non responsiva: soluzione fisiologica 10-20 mL/kg EV, ketorolac 0,5 mg/kg EV (massimo 30 mg), proclorperazina o metoclopramide EV con difenidramina; desametasone per ridurre le recidive in casi selezionati.
- Evitare gli oppioidi.
Dimissione
- Cefalea risolta o ben controllata, esame neurologico e fondo oculare normali, nessun segno d'allarme.
- Diario della cefalea per frequenza, durata, intensità, fattori scatenanti e uso di farmaci.
- Stile di vita: sonno regolare, pasti regolari, idratazione, attività fisica, riduzione dell'uso di schermi.
- Evitare l'uso di analgesici per più di 2-3 giorni a settimana (rischio di cefalea da uso eccessivo).
- Invio al centro cefalee se attacchi frequenti (≥ 4 al mese) o disabilitanti, per valutare la profilassi (flunarizina, propranololo, topiramato, amitriptilina, approcci non farmacologici).
- Tornare se compaiono segni d'allarme.
Bibliografia
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