Ripassi
Pediatria

Intossicazione da organofosforici

Riconoscimento della sindrome colinergica, decontaminazione, atropina titolata, ossime e monitoraggio nell'intossicazione da organofosforici e carbammati.

In sintesi

Gli organofosforici (insetticidi, antiparassitari agricoli) inibiscono l'acetilcolinesterasi con accumulo di acetilcolina a livello muscarinico, nicotinico e centrale. La mortalità dipende soprattutto dall'insufficienza respiratoria: broncorrea, broncospasmo, debolezza dei muscoli respiratori e depressione centrale.

Proteggere gli operatori e decontaminare subito. L'atropina va titolata fino a ottenere secrezioni bronchiali asciutte, non sulla base della pupilla o della frequenza cardiaca.

Quadro clinico

ComponenteSegni
MuscarinicaBroncorrea, broncospasmo, bradicardia, miosi, scialorrea, lacrimazione, sudorazione, vomito, diarrea, incontinenza urinaria
NicotinicaFascicolazioni, crampi, debolezza fino alla paralisi, tachicardia, ipertensione, midriasi talvolta
CentraleAgitazione, confusione, atassia, convulsioni, coma, depressione respiratoria

Nel bambino piccolo può prevalere l'alterazione della coscienza rispetto alla sindrome muscarinica classica. L'odore di aglio o di solvente sulla cute o nel vomito è un indizio utile.

Complicanze tardive: sindrome intermedia (24-96 ore, debolezza dei muscoli prossimali, del collo, dei nervi cranici e respiratori) e neuropatia ritardata (1-3 settimane).

Diagnosi

  • Clinica, con anamnesi di esposizione (ingestione, contatto cutaneo, inalazione).
  • Colinesterasi eritrocitaria (più specifica) e plasmatica: confermano l'esposizione e aiutano il follow-up, ma non devono ritardare la terapia.
  • Emogasanalisi, elettroliti, glicemia, lipasi, funzione renale ed epatica, ECG (QT lungo, aritmie).
  • Diagnosi differenziale: carbammati (quadro simile, durata più breve, legame reversibile), agenti nervini, intossicazione da funghi muscarinici, nicotina.

Trattamento

  1. Sicurezza: dispositivi di protezione individuale per gli operatori.
  2. Decontaminazione: rimuovere e chiudere in sacchi gli indumenti, lavare cute e capelli con acqua e sapone, irrigare gli occhi. Carbone attivo 1 g/kg (massimo 50 g) solo se ingestione entro 1 ora e vie aeree protette. Non indurre il vomito.
  3. ABCDE: aspirazione delle secrezioni, ossigeno, ventilazione assistita se necessario. Per l'intubazione evitare la succinilcolina (blocco prolungato): usare rocuronio.
  4. Atropina EV 0,02-0,05 mg/kg (minimo 0,1 mg, massimo 1-2 mg per dose), raddoppiando la dose ogni 5 minuti finché non si ottiene l'atropinizzazione.
  5. Infusione di mantenimento: 10-20% della dose totale necessaria per l'atropinizzazione, all'ora.
  6. Pralidossima (ossima), dopo l'atropina e in accordo con il centro antiveleni, soprattutto se debolezza muscolare: 25-50 mg/kg EV (massimo 2 g) in 30 minuti, poi 10-20 mg/kg/h (massimo 650 mg/h). È più efficace se avviata presto, prima dell'invecchiamento irreversibile del legame con l'enzima.
  7. Convulsioni: midazolam 0,15 mg/kg EV o diazepam 0,2 mg/kg EV; escludere l'ipossia.

Criteri di atropinizzazione

  • Polmoni puliti all'auscultazione, secrezioni bronchiali asciutte.
  • Frequenza cardiaca > 80/min nel bambino grande, adeguata per età nel piccolo.
  • Pressione sistolica adeguata per età.
  • Pupille non più puntiformi; cute asciutta.

Segni di eccesso di atropina: agitazione, confusione, ipertermia, ileo, ritenzione urinaria, tachicardia marcata. In tal caso sospendere l'infusione e riprenderla a dose ridotta.

FarmacoDose
Atropina, bolo0,02-0,05 mg/kg EV, raddoppiando ogni 5 minuti
Atropina, infusione10-20% della dose di carico all'ora
Pralidossima, carico25-50 mg/kg EV in 30 minuti, massimo 2 g
Pralidossima, infusione10-20 mg/kg/h
Midazolam0,15 mg/kg EV per convulsioni

Monitoraggio e destinazione

  • Ricovero in terapia intensiva se necessità di ventilazione, atropina ad alte dosi, debolezza muscolare, convulsioni o coma.
  • Osservazione per almeno 24 ore dopo esposizioni significative, anche se i sintomi sono lievi, e 48-72 ore per gli organofosforici liposolubili per il rischio di ricomparsa dei sintomi.
  • Valutare ogni 4-6 ore la forza dei flessori del collo, dei muscoli prossimali e la capacità ventilatoria per riconoscere la sindrome intermedia.
  • Contattare sempre il centro antiveleni.
  • Considerare la possibilità di esposizione domestica non accidentale o di altri familiari esposti.

Bibliografia

  • Eddleston M, et al. Management of acute organophosphorus pesticide poisoning. Lancet. 2008;371:597-607.
  • Eddleston M. Novel clinical toxicology and pharmacology of organophosphorus insecticide self-poisoning. Annu Rev Pharmacol Toxicol. 2019;59:341-360.
  • Roberts DM, Aaron CK. Management of acute organophosphorus pesticide poisoning. BMJ. 2007;334:629-634.
  • Centro Antiveleni di Milano, Ospedale Niguarda. Schede di trattamento delle intossicazioni da anticolinesterasici.
I protocolli clinici sono destinati esclusivamente a personale medico qualificato.